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Pensiamoci per tempo |
WWW, 24/04/03 - Riprendiamo ancora per una volta l'argomento Assemblea Ordinaria di Roma (la Straordinaria è stata annullata per mancanza del quorum) per commentare alcuni aspetti del preventivo finanziario e dei programmi di attività e di spesa per l'esercizio 2003, consegnati ai presenti durante la riunione (peccato che non sia stato pubblicato sul sito federale: una dimenticanza?). Leggendo il documento - e ci limitiamo all'introduzione della Relazione del Presidente, per evitare di entrare in aspetti contabili - passo dopo passo ci si imbatte in affermazioni che non mancano di destare qualche perplessità.
Vero che siamo in un periodo difficile e vero che abbiamo vinto 53 medaglie nelle competizioni mondiali. Strepitoso. Ma gli ori mondiali non possono costituire la foglia di fico di un'impostazione che -francamente - fa acqua da più parti. Infatti, appena ci si inoltra nella lettura iniziano i dolori.
E' stato organizzato il Mondialremo, cioè la World Under 23 Regatta. Vero anche questo, ma non l'ha realizzato l'organizzazione federale.
Il Mondialremo è stato il primo esempio di come in Italia si possa organizzare un evento mondiale anche senza l'intervento diretto della struttura federale. Esattamente ciò che sta accadendo per Milano 2003. Questo è un segno di crescita assai interessante. D'altra parte luci e ombre di questa impostazione non sono in discussione, in questa sede. Fatto sta che l'organizzazione è andata in porto anche senza l'intervento diretto dell'organizzazione centrale; chi non ricorda invece i consiglieri federali e gli uffici dei decenni passati impegnati in prima persona nei vari settori? Non sarebbe stato male dirlo apertamente, evitando il rischio di voler apparire artefici di operazioni altrui.
E' pur vero che queste attività attengono al mondo del nostro canottaggio nel suo complesso, di cui la FIC è la rappresentante. Però, se si vuol ragionare così ecumenicamente bisogna dare spazio ai contributi più disparati, dando loro cittadinanza anche quando sono orientati diversamente dal proprio modo di vedere. Non così è capitato quando una regione ha richiesto apertamente aiuto per la questione del proprio campo di regata, accolta con un "se avessimo soldi li daremmo a Milano 2003, che è più importante", espressione politicamente quanto mai infelice cha ha immediatamente incrementato i voti negativi alla relazione.
Andiamo avanti. I successi dell'Ufficio Marketing? Tutto quello che hanno fatto è positivo, visto che si partiva da zero, ma ci sembra che vantare i successi del marketing e in particolar modo della comunicazione sia eccessivo. L'interesse "quasi esclusivo dei giornali verso il football" è certamente un grosso problema, ma che l'ambiente federale abbia anche seri problemi di rapporto con la stampa ci sembra altrettanto pacifico; basta sentire le opinioni che circolano nell'ambiente giornalistico. Ci sarebbe parecchio da dire sull'argomento e ci ripromettiamo di farlo presto da queste pagine. Per il momento ci limitiamo a suggerire di stornare 1200 preziosi euro della preparazione olimpica per dotare di un pc portatile l'Ufficio Stampa che è poi demandato a raccontare le epiche gesta dei nostri canottieri, unico al mondo a non avere in dotazione nemmeno una macchina da scrivere portatile.
Prospettive agonistiche 2003. Il 2003 è ricchissimo di avvenimenti ed è ovvio che obbiettivo primario sia la qualificazione per Atene. Primario, non esclusivo.
Se si scrive che "... E' pertanto fondamentale che le risorse del 2003 vengano indirizzate prevalentemente all'attività sportiva agonistica con particolare riferimento alle specialità olimpiche..."; se si azzera totalmente il capitolo di bilancio dedicato alla Promozione Sportiva territoriale (Studenteschi, CAS, Sport nella scuola, prestazioni, trasferte e soggiorni collegati) e di altre voci del genere, non ci si può poi lamentare se i delegati contestano l'impostazione secondo cui "Il CONI opera solo in funzione dell'attività olimpica" mentre nel nostro Statuto sta scritto in chiaro che la Federazione Italiana Canottaggio ha lo scopo di:
"A) organizzare, disciplinare, regolamentare, propagandare, sviluppare e svolgere, attraverso gli affiliati, sul territorio nazionale e sul piano internazionale lo sport remiero a livello dilettantistico in tutte le sue espressioni - olimpiche e non - ed a queste propedeutiche ivi inclusa l’attuazione di programmi di formazione degli Atleti, dei Tecnici Sportivi e dei Giudici Arbitri;
B) partecipare a competizioni internazionali".
Che dire del Festival dei Giovani, invocato come dimostrazione dell'attenzione verso la promozione, che viene sbatacchiato di qua e di là in base ad esigenze le più disparate?
Quanto ai "Campionati del Mondo Under 23 di Belgrado" sarebbe bene una volta per tutte che almeno in Federazione si prendesse atto che non si tratta di Campionati del Mondo ma di una semplice Regata Mondiale. La differenza c'è ed è notevole. Non è simpatica questa sorta di contraffazione che ormai è invalsa già dalla competizione 2002 di Genova. La FISA non riconosce alcun Campionato del Mondo Under 23.
Non ce ne voglia il buon Presidente Romanini a cui non possiamo che confermare un profondo affetto, ma forse qualcosa è veramente da rivedere nell'impostazione generale. Continuare a credere che la FIC sia una grande famiglia dove si lavora uno per tutti e tutti per uno e dove un buon papà, sia esso il presidente o il consiglio federale può pensare a tutti con il buonsenso del padre di famiglia è fuorviante, e genera il grave rischio che tra due anni - in sede elettorale - si vada incontro a grosse delusioni da parte di chi facesse propria questa impostazione.
Pensiamoci per tempo.
Sergio Morana |
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